L'edizione odierna del quotidiano Il Mattino analizza i numeri del bilancio del ​Napoli. La società azzurra non riesce ad aumentare i ricavi strutturali, quelli cioè che non dipendono solo da eventi estemporanei come gli introiti per la partecipazione alla Champions League. Il club campano sembra carente per quanto concerne il marketing e non solo. Il Napoli non ha uno stadio di proprietà e ciò gli preclude la possibilità di ricavare delle risorse importanti.


Le stesse plusvalenze ammontano a 30 milioni contro i 100 del 2017. Il monte ingaggi è invece salito in modo esponenziale arrivando a 86,58 milioni di euro, in aumento del 16,8 per cento rispetto ai 77,89 milioni dell'annata precedente. De Laurentiis, per la sua rosa, investe 112.810.404. Il patrimonio ammonta a 116 milioni di euro ed è in calo di sei milioni.


Come riporta il quotidiano il Napoli dimostra di essere una grande sui campi di calcio nazionali e internazionali, ma una squadra da media classifica per quanto riguarda il business. Sono in discesa anche gli emolumenti per per De Laurentiis e i suoi familiari. Gli amministratori guadagnano "solo" un milione di euro, prima 4.3.


Il costo del personale è quasi raddoppiato arrivando a toccare i 15 milioni di euro. I proventi sono invece di 183 milioni di euro: 19 derivano dai biglietti staccati allo stadio, 73 dai diritti per la Serie A (+3 per cento), 40 da quelli per le partite in Europa (-39 per cento). Dal marketing arrivano solo 3.5 milioni di euro, troppo poco per un club che ambisce ai massimi livelli.