José Mourinho mai banale. L'ex tecnico di Porto, ​Inter, Real Madrid e Manchester United, che ha recentemente firmato un nuovo accordo con beIN Sports come commentatore televisivo, ha rilasciato un'intervista molto interessante ai microfoni dell'emittente di Al Jazeera. Lo Special One si è soffermato, in particolar modo, su due argomenti che l'hanno visto protagonista. 


Il tecnico portoghese è stato spesso accusato di essere un allenatore molto difensivo, basti ricordare la celebre espressione bus parcheggiato. Ma lo Special One non è molto d'accordo: Diventai campione con 100 punti e 121 gol segnati, il record del calcio spagnolo. Un primato che non apparteneva al Barcellona ma al Real. Quindi sto ragazzo difensivo di cui parlano ha battuto tutti i record, ha vinto contro ogni squadra in casa e fuori. Tra l'altro quando sono arrivato lì ho cambiato mentalità, perché avevano dimenticato cosa significasse vincere”.

Mourinho ha raccontato un aneddoto decisamente curioso che l'ha riguardato nel 2005, quando il suo Chelsea ha affrontato il Bayern Monaco in Champions League. L'allenatore portoghese non avrebbe potuto assistere al match causa squalifica, ma in realtà, come spiegato da lui stesso, ha trovato il modo per rimediare. 


Questa la spiegazione completa: “Dovevo essere con i miei ragazzi e ce l’ho fatta. Vi spiego come è andata: sono entrato negli spogliatoi a mezzogiorno e la partita era alle sette. Eppure volevo solo essere lì quando i calciatori sarebbero arrivati. Stewart, il magazziniere del Chelsea, mi infila nella cesta dei panni sporchi. Quella grande, di metallo. Mi butta lì dentro e lascia il coperchio un po’ aperto, in modo che io possa almeno respirare. Ma quando esce dallo spogliatoio, fuori dallo stadio, ci sono i tizi della UEFA che mi cercano e Stewart decide di chiudere la cesta. Non riuscivo più a respirare: quando l’ha riaperta stavo morendo. Dico sul serio! Ho rischiato di morire, giuro!”.