Nicola Legrottaglie, ex difensore della ​Juventus, ha parlato a La Gazzetta dello Sport, del momento magico di Giorgio Chiellini. Il difensore, probabilmente, sta disputando la sua migliore stagione di sempre e Nicola Legrottaglie ha esaltato le prestazioni del centrale difensivo bianconero, diventato capitano dopo l'addio di Buffon.


Chiellini?


Giorgio Chiellini è come un buon vino. Più invecchia, più migliora. Sta vivendo la miglior annata della carriera ed è un esempio per tutti. In questo momento è tra i tre migliori difensori al mondo. Ha raggiunto la piena maturità, noi difensori diamo il meglio tra i 30 e i 35 anni e Chiello ne è la conferma. Si vedeva che sarebbe diventato un campione. Faceva il terzino, ma Ranieri decise di provarlo centrale al mio fianco. Un’intuizione vincente. Alla fine degli allenamenti ci fermavamo a provare i movimenti e lo riempivo di consigli”.


Quali?


Gli dicevo che quello era il suo ruolo ideale, ci ho azzeccato. Fin da subito ha avuto un rendimento impressionante. Ha forza, velocità e cattiveria. Chiello stilisticamente non è bello da vedere e questo lo penalizza nei giudizi mediatici. Non ruba l’occhio tecnicamente, ma come difensore è il top: è un trattore, non fa passare neanche un filo d’aria in area di rigore (sorride, ndr)”.


Non c'è partita sulla carta tra Juve e Chievo?


Verissimo. Questa Juve è stellare e destinata a dominare il campionato. Occhio però al Chievo: da quando è arrivato Di Carlo hanno ritrovato gli antichi valori e sono un osso duro per tutti. Con qualche innesto possono fare il miracolo salvezza”.


Un aneddoto personale legato a questa sfida?


Con il Chievo nel 2003 perdemmo 4-3 a Torino all’ultima giornata sbagliando gol impossibili e restammo fuori dalle coppe. Da juventino invece la prima volta da avversario feci il gol dell’ex”.


Anche in Supercoppa Ronaldo si è confermato decisivo.


Non è il CR7 del Real che segnava 40 gol a stagione, perché da noi ci sono meno spazi e possibilità di giocate estrose ridotte. È diventato molto più concreto. Gli basta mezza occasione e ti punisce. Con un campione così può essere l’anno giusto per riconquistare la Champions”.


Lei ha avuto Allegri al Milan per 6 mesi e avete vinto lo scudetto 2011. Si immaginava potesse diventare uno dei migliori allenatori d’Europa?


Era già bravo all’epoca. Ha leadership ed è un grande gestore, c’è il suo timbro sui successi della Juve degli ultimi anni. A Torino poi ha trovato una società organizzatissima che gli ha permesso di lavorare nel migliore dei modi”.


Quando la rivedremo in panchina? Sappiamo che Leonardo l’aveva contattata per guidare la Primavera del Milan...


La passione è tanta e non vedo l’ora di tornare in pista. Mi manca allenare e stare sul campo. Una Primavera o una squadra di C? Non ho preferenze, purché ci sia un progetto serio. Di questi tempi in Italia non è facile”.