Il​ Napoli ha perso il ricorso fatto per la squalifica di due giornate a Kalidou Koulibaly, espulso durante Inter-Napoli del 26 dicembre per aver applaudito l'arbitro. La società partenopea pensava di poter vincere dato che il giocatore, insultato per razzismo, era sotto pressione e ha reagito istintivamente.

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Furioso il patron del club azzurro, Aurelio De Laurentiis, il quale, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport dove si dice amareggiato e si vergogna di far parte di questo sistema, minacciando addirittura l'addio.


Ecco le sue parole:


LA ​VERGOGNA - "Anche stavolta il sistema, inteso come organizzazione, ha dimostrato di non sapere cambiare, punendo la vittima e non il carnefice. Mi vergogno di essere parte di questo sistema dal quale uscirò in fretta se la Figc non userà il pugno di ferro contro il razzismo".

Kalidou Koulibaly

KOULIBALY - "E Koulibaly viene ancora più umiliato da questa vicenda. Sono offeso per lui. La Corte d’Appello ha preferito applicare le leggi, quando avrebbe dovuto interpretarle: decisione che è una ulteriore dimostrazione di cecità e di immaturità. Se fossi stato a San Siro, di certo non avrei ritirato la squadra. Conosco le debolezze del nostro calcio e ho accettato di giocare con queste regole, anche se sbagliate. Ma ciò non mi impedisce di fare una battaglia affinché queste regole diventino moderne".


GIORGETTI - "Le tante chiacchiere dalla sera di san Siro in poi ribadiscono la necessità di azzerare il calcio. Il sottosegretario Giorgetti la smetta di pensare al Southampton e cominci a immaginare nuove norme, perché quelle vigenti in questo Paese risalgono al 1981. Ci sarebbe da chiedere allo Stato, come calcio italiano, una sorta di risarcimento per la mancanza di queste nuove regole".