L'ex attaccante del Napoli, ora in forza al Cagliari e autore di ben 7 goal quest'anno solo di testa (8 le reti complessive, ndr), Leonardo Pavoletti, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista al Corriere dello Sport: "Sono felice. Sono arrivato con gioia e grande voglia, ma fisicamente non ero il vero Pavoletti, Ora però tutto va per il meglio. Tre goal nelle ultime gare? Mi fa piacere, ma penso che non sia importante il numero, quanto farli nelle partite giuste perché contro certe squadre e in momento particolari della stagione, valgono doppio. Quello di Benevento, per esempio, è stato un gol pesante perché ormai sembravamo destinati alla sconfitta e invece abbiamo rimontato, conquistando la vittoria".


IL GOAL DA RICORDARE - "Diciamo che non ci penso, ma se servono alla salvezza del Cagliari, vorrei tanti goal come quello messo a segno alla Lazio, un po’ fortunoso ma importantissimo. Un giocatore deve sempre cercare di superare i suoi precedenti traguardi e allora penso alla stagione di Genova quando sono arrivato a quota quattordici. Quello è stato un anno strano, perché segnavo tanto; ma ogni quattro partite me ne succedeva una, con i goal però mascheri tante cose".


NAPOLI - Pavoletti manda poi una frecciata alla sua ex squadra: "Io ero andato a ​Napoli per diventare protagonista, ma poi sono diventato peggio di un gregario. Diciamo che devi accettare sempre le sfide altrimenti se resti a goderti i tuoi comfort, non saprai mai quanto vali veramente".

LOTTA PER LA SALVEZZA - "Tra le pericolanti chi è messa meglio? Secondo me non avrà problemi a salvarsi la Spal. Per le altre la lotta sarà aperta. Abbiamo tre partite fondamentali ma dobbiamo pensarne una alla volta. Se, però, riuscissimo a centrare un risultato positivo contro il Torino, tutto diventerebbe più facile e non sarebbe da escludere un colpo a sorpresa".