I più forti calciatori ambidestri in attività: Hazard, Kroos, CR7, Balotelli e molti altri!

​Messi o Ronaldo? Il dualismo per eccellenza del calcio contemporaneo divide gli appassionati quasi al 50%. 


Entrambi super-bomber, ma con ruoli e caratteristiche tecniche differenti, non esiste una verità assoluta, perché uno è più completo a livello tattico, l’altro superiore sul piano tecnico, uno più spettacolare, l’altro più uomo squadra eccetera.


Quel che è certo è che Cristiano si fa preferire con il piede destro, e non solo perché sia questo il preferito dal portoghese. 


L’elenco dei migliori calciatori in attività che sanno usare indifferentemente i due piedi per dipingere calcio è ricco e pieno di stelle, ma porta con sé qualche riflessione. 


Qualche campione e isolati fuoriclasse, ma gli ambidestri perfetti non sono nella top 5 dei migliori giocatori del mondo. Eccetto un amico (vero) di Messi, anch’egli meglio dell’originale…


Avvertenza: la classifica non è in ordine di bravura, ma di ambidestrismo...

12. Philip Lahm

Il Paolo Maldini tedesco. Al netto della pluridecorata carriera dell’esterno tedesco, che pure rispetto alla leggenda rossonera vanta quel Mondiale in bacheca, non può esserci paragone. 


Troppo superiore Maldini rispetto al jolly del Bayern per qualità fisiche e tecniche. Eppure il punto in comune c’è, nel ruolo e nella capacità di aver imparato ad usare entrambi i piedi.


Paolo è nato destro ed è diventato mito sulla fascia sinistra, proprio come Lahm che ha potuto alternarsi con più frequenza sulle due zone laterali, con nazionale e club. 


Guardiola ha pure provato a inventarlo centrocampista centrale difensivo ed è ovvio che in quella fascia di campo si è più sollecitati ad usare entrambi i piedi. Altro test superato.

11. Mario Balotelli

​Toglietegli tutto, ma non questa qualità. In attesa di riemergere nelle cronache calcistiche, Super Mario può vantarsi di essere uno dei pochi giocatori di livello internazionale capaci di esprimersi con la stessa precisione e qualità con entrambi i piedi. 


Certo, i gol più importanti della carriera, con la Nazionale e con i club, sono stati segnati con il destro, che resta quello preferito, ma avendo nella potenza una delle proprie qualità migliori, Balo si esalta con il mancino in particolare nelle conclusioni dalla distanza.

10. Christian Eriksen

​L’erede designato di Miki Laudrup non riesce ancora a spiccare il volo e affermarsi tra i top player internazionali. Questione di personalità, non certo di doti tecniche, perché qui il danese ha poco da imparare, come in quanto a duttilità. 


Nato trequartista, nell’ormai lunga militanza al Tottenham Eriksen si è specializzato anche come interno, offensivo, di centrocampo, in grado di esaltarsi negli spazi stretti.


Un eclettismo favorito proprio dalla capacità di usare destro e sinistro con gli stessi risultati, tanto nei proverbiali tentativi sui calci di punizione, che sui corner, oltre ovviamente che nello sfornare assist, che resta il pezzo forte della casa. 


Al punto che gli stessi compagni d’attacco faticano spesso a capire da quale parte arriverà il pallone buono…

9. Neymar

​Se vuoi essere protagonista in attacco nel Barcellona moderno, essere forti con il destro è fortemente consigliato e la spiegazione tattica è presto detta. 


Con Suarez al centro e Messi a destra per rientrare sul mancino, dalla parte opposta un sinistro sarebbe fuori luogo, dato che i cross non sono proprio al primo posto dell’abc di Luis Enrique e in generale del calcio alla catalana. 


Ecco allora che O’Ney è perfetto alla bisogna, potendo anzi vantare almeno in questo fondamentale qualità superiori rispetto a quelle dell’amico Leo.


Il numero 11 del Barcellona, da buon brasiliano e futura stella del calcio del dopo Messi e CR7, sa dare del tu al pallone con entrambi i piedi, virtù fondamentale in una squadra come quella catalana, dove le posizioni del tridente sono interscambiabili e andare al tiro con il mancino è frequente anche per l’ala sinistra.

8. Zlatan Ibrahimovic

​Pensare al fatto che lo svedese possa avere qualcosa di “non assoluto” nel proprio repertorio può fare impressione, ma si sa che la perfezione non è di questo mondo, neppure nel calcio. 


Se ne faccia una ragione anche l’interessato, che non rientra certo nella categoria dei giocatori “monopiede”.


Il destro è quello preferito da Zlatan, quello cui il giocatore ha legato gran parte delle proprie prodezze, ma in virtù di un corpo dotato di un’elasticità e di un senso dell’acrobazia fuori dal comune, anche quando il pallone è arrivato sul sinistro raramente si è assistito a giocate deludenti. 


Anzi, Zlatan ricorda con orgoglio un pallonetto al Nantes segnato con il mancino ai tempi del Psg.

7. Cristiano Ronaldo

​Pure qui, niente perfezione, ma la potenza unita al genio naturale e a lunghe sedute di allenamento fa sì che, almeno sotto questo fondamentale, il bi-campione d’Europa 2016 sia meglio del grande rivale Messi, non proprio un professore con il piede destro. 


Del resto è la carriera di Cristiano a spiegarne l’evoluzione senza tema di smentite, confermandone l’eccezionale completezza tecnica di chi è stato ed è anche all’occorrenza un’eccellente punta centrale.


A Manchester, con il mitico 7 sulla maglia, un giovane Ronaldo iniziò da ala pura, come allo Sporting, per crossare con il piede preferito, ma senza disdegnare rientri e conclusioni con il sinistro, mentre a Madrid, pur con lo stesso numero, la fascia di pertinenza è diventata l’altra, ovviamente per rientrare con il destro. 


Come sa bene Gareh Bale, che ha dovuto traslocare…

6. Toni Kroos

​Se Phil Lahm non ricorderà come la parte migliore della propria carriera il triennio trascorso con Pep Guardiola, figurarsi cosa può pensare il metronome tedesco, la cui esperienza con il Bayern insieme al tecnico catalano è durata lo spazio di un anno, prima che Pep non preferisse puntare su Xabi Alonso. 


Eppure, se a conti fatti per Toni fu una fortuna vista l’ottima empatia costruita con Ancelotti, sul piano tattico la stagione con Guardiola ha permesso a Kroos di allargare ulteriormente il già vasto repertorio di colpi a disposizione, venendo utilizzato come interno, ruolo mantenuto anche a Madrid. 


Una posizione di campo ideale, rispetto alla trequarti, per evidenziare le proprie qualità tecniche e la capacità di dare del tu al pallone con entrambi i piedi: il destro resta il preferito, ma cross e punizioni di sinistro di Toni si sono spesso rivelate migliori di molte altre calibrate da mancini naturali.

5. Hernanes

​Ci sono ovviamente giocatori più forti nel saper utilizzare entrambi “gli attrezzi”, ma a livello di ambidestrismo puro, il centrocampista brasiliano ha pochi eguali. Per lui destra e sinistra pari sono, a livello di mani e ovviamente anche sul luogo di lavoro. 


Da buon brasiliano, all’ex laziale non manca certo la tecnica, come evidenziato nei tanti gol segnati con entrambi i piedi, dalla distanza o su rigore, semmai la velocità, lacuna evidente in particolare nelle partite giocate da regista. I tanti palloni persi in quel ruolo non dipendono dal piede utilizzato…

4. Pedro

​Come sviluppare una qualità ed elevarla quasi alla perfezione, ma vivere calcisticamente infelici. 


Certo, ce ne sarebbero di giocatori come Pedrito, che ha vinto tutto con il Barcellona, ma tra l’addio ai blaugrana e la difficoltà nell’ambientarsi al Chelsea, il destino di Rodriguez può essere avvicinato a quello di tanti canterani che hanno faticato a sbattere le ali con successo lontano dal nido. 


Peccato, perché le sue qualità di ambidestro pressoché puro hanno fatto al caso di Guardiola durante gli anni ruggenti: galoppare sulla sinistra e rientrare sul destro era il marchio di fabbrica, ma Pedro ha saputo farsi valere anche dalla parte opposta, e non solo nei cross, specialità rara nel gioco dei catalani.

3. Wesley Sneijder

​Sono ben pochi i giocatori di prima fascia che possono vantare qualità impercettibilmente differenti con i due piedi a livello di precisione e potenza. 


L’olandese è uno di questi, come ben sanno i tifosi dell’Inter, la squadra in cui Wes ha espresso il meglio del repertorio a livello di qualità di giocate, più che di realizzazioni. 


Perché in nerazzurro non si sono viste tante delle punizioni magistrali che hanno reso famoso l’olandese, ma quelle poche, come la magia di destro alla Roma, sono impresse nella memoria di tifosi e appassionati. 


Resta quello il piede preferito di Sneijder, che ha però saputo esaltarsi nell’ultimo passaggio o nelle conclusioni in porta anche con il mancino, come ben si ricorda la Juventus nella storica partita di Champions del 2014 contro il Galatasaray…

2. Santi Cazorla

​Qui siamo alla perfezione quasi assoluta, al punto che quasi nessuno, forse neppure il diretto interessato, è in grado di scegliere la soluzione preferita. 


Il centrocampista multitask dell’Arsenal è l’esempio più alto dell’ambidestrismo in attività, come ben sanno i tifosi dei Gunners e pure Arsene Wenger, che gongola per il proprio possesso palla quando la sfera passa dai piedi dello spagnolo.


D’altronde il paese d’origine chiarisce abbastanza bene che le qualità tecniche non possono mancare al repertorio, ma la duttilità nel saper calciare con precisione e potenza con entrambi i piedi si è rivelata alla fine più utile alle squadre in cui ha giocato, in particolare per punizioni e corner, che per la carriera dell’interessato…

1. Eden Hazard

Un posto di primissimo piano lo attende per il prossimo decennio, quando per intendersi l’era dei Messi e dei Ronaldo si sarà conclusa. 


Il fuoriclasse belga deve certo migliorare sul piano della continuità e della personalità, ma sulle qualità tecniche non si possono avanzare dubbi, né sperare in miglioramenti. 


Doti naturali, certo potenziate in allenamento, ma frutto essenzialmente del proprio talento, come quella di calciare indifferentemente con ambo i piedi.


Venendo utilizzato spesso da ala sinistra, il destro è quello più sollecitato, ma in Nazionale come al Chelsea non è raro vederlo sulla destra per rientrare sull’altro piede, oltre che ovviamente trasformare punizioni da ambo le posizioni. 


E pure nei dribbling come in velocità, il pallone resta attaccato a entrambi i piedi…