I 10 migliori rigoristi della storia della Serie A

Quella legata ai calci di rigore è una vera storia nella storia all’interno del romanzo pallonaro. A riguardo si sono scritti libri ed ideati aforismi, ma solo chi si è trovato a tu per tu con tre legni ed il portiere avversario, oltre che con una curva che ti incoraggia o ti fischia, sa cosa può ronzare in testa mentre si percorre la distanza che separa dal dischetto. Perché poi, quando si posiziona il pallone, la paura svanisce. A quel punto c’è chi conta i passi della rincorsa, chi finta e chi guarda il portiere fino all’ultimo. Ognuno ha la propria strategia, peccato che non sempre essa si sia dimostrata vincente. Si sono visti tiratori impeccabili sbagliare esecuzioni fondamentali, ma pure rigoristi d’occasione rivelarsi infallibili. Scorriamo le prime dieci posizioni della classifica dei migliori “penalty shooters” della storia della Serie A. In mezzo a tanti nomi noti non manca qualche sorpresa. Ma ricordate: anche i migliori sbagliano.


10. Diego Armando Maradona (88,2%)

Il 34 è il numero magico, non a caso nella smorfia napoletana significa "la testa": uno degli elementi chiave per non sbagliare dal dischetto. Come Boninsegna e Rivera, anche Dieguito ha calciato 34 penalties, ma dalla sua ha 30 realizzazioni, una in più rispetto al bomber italiano, ma sufficiente per guadagnare tre punti percentuali. D’altronde numeri uno si nasce, e Maradona lo ha confermato anche in una specialità dove non basta essere campionissimi per primeggiare. "I rigori li sbaglia chi non ha coraggio" il motto da lui inventato. I suoi errori si contano sulle dita di una mano (due glieli parò nel 1986 il futuro compagno Giuliani), e pure in Nazionale rasenta la perfezione. Rimane però nella memoria dei tifosi del Napoli uno sbaglio pesante che costò l’eliminazione dalla Coppa Uefa ’87 al primo turno contro il Tolosa, con il famoso rimpallo tra il palo ed il portiere francese. Solo così si poteva fermare Maradona…

9. Roberto Boninsegna (85,3%)

Stesso numero di rigori calciati di Rivera, 34, per il mitico Bonimba, ma due preziose realizzazioni in più, utili per fargli guadagnare ben cinque posizioni. Vice-campione mondiale nel ’70, 163 reti in Serie A, tre scudetti con due maglie “rivali”: non è mancato nulla alla carriera di questo straordinario centravanti, quasi perfetto pure dagli undici metri grazie ad un sinistro potente e preciso. Curiosamente (ma non troppo) per tirare il primo rigore ha però dovuto attendere i 26 anni, dopo il passaggio all’Inter. Si rifarà con gli interessi: sua la serie record tutt’ora imbattuta di 19 realizzazioni consecutive.


8. Giuseppe Signori (84,6%)

Il calcio italiano lo ha cancellato per sempre dopo lo scandalo-scommesse, ma i suoi numeri rimangono. Al pari della sua quasi infallibilità dal dischetto, perché con il tre volte capocannoniere della Serie A (solo Nordahl ha fatto meglio) saliamo sul podio. 44 rigori realizzati sui 52 totali sono percentuali d’eccellenza, i tifosi di Lazio e Bologna quasi esultavano già appena l’arbitro indicava il dischetto. D’altronde specialisti si nasce, e solo a fine carriera Beppe-gol, allergico alle rincorse, svelò il suo segreto, ovvero il fatto di guardare fino all’ultimo la gamba d’appoggio del portiere, orientandosi così sul lato dove questi si sarebbe tuffato e quindi calciare sul lato opposto. Metodo (quasi) infallibile.

7. Alessandro Del Piero (82%)

Cinquanta rigori tondi sui 61 calciati, ovviamente tutti in maglia bianconera. Alex sopravanza di un’incollatura il suo predecessore alla Juve rispetto al quale ha tirato ben 18 rigori in meno pur nel medesimo intervallo di tempo. Una risposta agli eterni sospettosi riguardo al rapporto tra la Vecchia Signora ed il dischetto, ma pure una testimonianza che Pinturicchio nella specialità c’ha saputo fare, nel club e pure in Nazionale. Il tutto nonostante qualche errore celebre, come quello in occasione del rigore concesso alla Juve nella famosa partita contro l’Inter del 25 aprile ’98 (sul capovolgimento di fronte dopo quello non assegnato ai nerazzurri). Ma, a differenza di Baggio, Del Piero in Nazionale non ha fallito nell’occasione più importante.

6. Roberto Baggio (81,9%)

A livello numerico è il rigorista principe della Serie A, con ben 68 centri. Ma a tenerlo fuori dal podio sono i 15 errori, spalmati nei diciotto anni trascorsi sui campi della massima divisione. Un record assoluto comunque ce l’ha, quello di aver fatto trepidare ed esultare dal dischetto cinque tifoserie diverse, dalla Fiorentina al Brescia passando per le tre grandi. Eppure di lui si ricorda soprattutto il drammatico errore in Nazionale, a Pasadena. E poi una rinuncia clamorosa, quella nel famoso Fiorentina-Juventus del 1992, quando, fresco ex viola, lasciò il compito al compagno De Agostini. Se avesse calciato, e segnato, si troverebbe al quarto posto assoluto…

5. Giuseppe Savoldi (80,4%)

“Mister miliardo” non è stato solo un bomber di razza su azione, un Inzaghi ante litteram, ma pure un freddo trasformatore di rigori. Appena undici quelli sbagliati sui 56 calciati con le maglie di Bologna e Napoli (21 trasformazioni a testa) oltre che dell’Atalanta, squadra che lo fece esordire in Serie A.

4. Gianni Rivera (79,4%)

Stessa longevità di Totti, ma meno della metà dei rigori calciati. Il capitano dei capitani del Milan paga il fatto di essere appartenuto ad un altro calcio, quello dove le simulazioni erano meno frequenti, ed i portieri un pizzico più tutelati. Ma pur tirando solo 34 penalties, l’attuale presidente del Settore Tecnico di Coverciano ne ha trasformati ben 27, ovviamente tutti con la maglia rossonera. Beffardamente proprio le proteste per un rigore, ma non concesso, gli causarono tre mesi di squalifica nel 1972 dopo uno Juve-Milan. “Appena ho cominciato a sbagliarli ho smesso” ha recentemente dichiarato il Golden Boy. Infatti, l’anno dello scudetto della stella il compito fu del compianto Chiodi.

3. Francesco Totti (78,7%)

È l’unico della top ten ancora in attività, per lo meno in Italia, per tanto (rinnovo permettendo) ha tempo per migliorare la propria percentuale, ma difficilmente raggiungerà il podio. Perché la dote principale del capitano giallorosso non è proprio quella di trasformare i rigori. Sarà forse perché le possibilità di allenarsi non sono state tantissime, visto che nei suoi “primi” vent’anni di Serie A Totti ha calciato ben 79 rigori, per una media di quasi quattro all’anno, ma di questi solo 62 sono stati trasformati. Tanti gli errori “famosi”, in particolare un paio di cucchiai mal riusciti (spicca uno all’ex compagno di giovanili Campagnolo contro la Reggina), ma i tifosi della Roma ricordano con piacere anche tante trasformazioni. Per fortuna dell’Italia, comunque, quello più importante della sua carriera lo ha realizzato a Kaiserslautern il 26 giugno 2006…

2. Istvan Nyers (72%)

È l’apolide per eccellenza del calcio italiano, un nome che magari dirà poco agli appassionati più giovani. Eppure l’attaccante francese di nascita ma ungherese di adozione e di fatto senza una patria “ufficiale”, ha rappresentato una presenza fissa per oltre un lustro nelle classifiche marcatori della Serie A del secondo dopo guerra indossando le maglie di Inter e Roma. Nei rigori Istvan se la cavava egregiaemnte: 37 quelli realizzati sui 51 calciati, trenta di essi in maglia nerazzurra. Quasi tutti grazie alla sua proverbiale potenza.

1. Silvio Piola (69%)

È ancora lui il cannoniere principe della storia della Serie A, e forse lo rimarrà per sempre, visto che la distanza che lo separa da Totti è notevole (47 gol). Un risarcimento morale per quello scudetto che non ha mai vinto, compensato però dal titolo Mondiale in Nazionale nel 1938. Dal dischetto, però, il centravanti pavese non era proprio un cecchino infallibile. Ne ha tirati meno degli altri? Non è vero, 42 è un buon numero, ma solo 29 di essi sono andati a segno nell’arco di oltre vent’anni di carriera. Tre le squadre con le quali si è cimentato nei tiri di rigore: Novara, dove ha realizzato ben 14 rigori, Lazio e Juventus.