La top 11 combinata della Copa America Centenario

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Argentina's Gonzalo Higuain (L) and Lionel Messi celebrate after teammate Gabriel Mercado scored against Bolivia during their Russia 2018 FIFA World Cup South American Qualifiers' football match in Cordoba, Argentina, on March 29, 2016.   AFP PHOTO / JUAN MABROMATA / AFP / JUAN MABROMATA        (Photo credit should read JUAN MABROMATA/AFP/Getty Images)

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Sarà anche l’estate dell’Europeo più lungo e qualitativo di sempre, ma il 2016 sarà ricordato a lungo come l’anno dei grandi eventi. A Europeo e Olimpiade, da sempre accoppiati, si è infatti aggiunta la Coppa America Centenario. 


Ergo, sarà un giugno molto intenso per tutte le stelle del pallone, decise a chiudere nel migliore dei modi una stagione esaltante, oppure a riscattarne una deludente, prima di una breve vacanza che anticiperà il ritorno al lavoro per la prossima annata. Negli Stati Uniti si prevedono gare stellari con Argentina e Brasile un gradino e mezzo 


sopra tutti. Ma in base alla provenienza della top 11, che può contare su una panchina stellare, comprendente giocatori come James Rodriguez e Cuadrado, Vidal, Bacca e Aguero, e che è zeppa di futuri protagonisti del mercato, si può individuare la favorita per il titolo…

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1. Alisson Becker

​La Roma ha anticipato i tempi, mettendolo sotto contratto quando ancora il costo del cartellino era ragionevole (7 milioni). Un buon colpo, perché la sensazione è che tra poco tempo la valutazione dell’ex guardiano dei pali dell’Internacional di Porto Alegre salirà esponenzialmente. 


Potrebbe essere lui infatti a raccogliere l’eredità di Dida e Julio Cesar, portieri-guida del movimento brasiliano, ormai tra i più importanti del mondo. Per caratteristiche, assomiglia più all’ex rossonero che all’attuale numero 1 del Benfica. Dunga ha preferito convocarlo per la Copa che per l’Olimpiade e aspetta di essere ripagato.

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2. Daniel Alves

​È l’uomo del momento, uno dei primi campioni a infiammare il mercato 2016. Non una soddisfazione da poco per un 33enne che sembra però essere riuscito a sfuggire, anche grazie alla fortuna di non avere avuto infortuni gravi, alla sindrome dell’”invecchiamento calcistico precoce” che ha colpito ad esempio Maicon, di cui Dani è stato l’erede nella Seleçao. 


E lo sarà anche alla Copa del Centenario, magari da vivere già come nuovo giocatore della Juventus. L’efficienza dimostrata anche nell’ultimo biennio a Barcellona, nonostante qualche bizza e qualche litigio con la società, è la miglior garanzia per i bianconeri, che attendono conferme dal campo.

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3. Marcos Rojo

​Il ballottaggio era con il promettente DeAndre Yedlin, esterno classe ’93 degli Stati Uniti e del Sunderland, atteso alla controprova dopo una prima stagione in Europa buona, ma non esaltante. 


Ecco allora l’esperienza del jolly difensivo del Manchester United, che rispetto a Yedlin ha solo un anno in più, ma pure parecchio “vissuto” in più. 


La stagione è stata deludente, a livello di squadra e personale, essendo rimasto fuori per 3 mesi a causa dell’infortunio alla spalla, ma negli States Rojo proverà a sfruttare la propria duttilità (centrale o esterno sinistro) per stregare già Mourinho

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4. Javier Mascherano

​Altro possibile protagonista a sorpresa del mercato, toccherà allo Jefesito guidare la riscossa della Séleccion dopo due brucianti secondi posti consecutivi tra Mondiale e Copa 2014. Non sarà facile, anche se le scelte di Martino sono state chiare: i big subito, i giovani a Olimpia. 


Insomma, non ci saranno scuse, pur al termine di una stagione non esaltante per il Barcellona, più che per Mascherano stesso, che alla carriera chiede un alloro con la propria nazionale per togliersi un peso e poi forse cambiare via…

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5. Diego Godin

Tra i balbettamenti difensivi di Argentina e Brasile trova spazio il cagnaccio della retroguardia di Atletico Madrid e Uruguay, due squadre che sembrano fatte apposta per esaltare le caratteristiche di gioco di Diego. 


Tutto anticipi e aggressività, il 31enne centrale di Rosario (ma non quella di Messi...) è reduce da un’altra stagione ad alti livelli, pur tormentata da qualche infortunio che, unito alla cavalcata in Champions dei colochoneros, potrebbe togliergli preziose energie per la coda della stagione. E lui di gol decisivi e pure storici se ne intende. Portieri avvisati…

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6. Joao Miranda

​Da capitano del Brasile ha già vissuto il fallimento della Copa 2014, quando a esporre il disco rosso ai verdeoro fu. 


Ora che il destino gli ha dato una seconda opportunità, l’interista farà di tutto per non sprecarla, all’inizio di un’estate che potrebbe anche essere senza respiro, dato che Dunga non sembra voler rinunciare all’esperienza dell’ex Atletico neppure all’Olimpiade, scenario che fa preoccupare l’Inter.


La difesa non è storicamente il pezzo forte del Brasile, ma se Joao sarà quello della prima parte della stagione nerazzurra potrebbe bastare davvero un Neymar ispirato…

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7. Angel Di Maria

​Del tridente delle meraviglie dell’Albiceleste è il meno celebrato, ma solo per quel suo aspetto sgraziato e per il ridotto feeling con il gol. 


Ma che il Fideo abbia poco da invidiare ai migliori del mondo sul piano strettamente tecnico non lo si apprende certo oggi, né al termine della super-annata con il Paris Saint Germain. 


Chissà quanto durerà l’esilio dell’ex Real in un campionato “periferico”, di sicuro il contributo fornito da Ancelotti, che è riuscito a impostarlo anche da interno, tornerà utile pure a Martino. Che come Sabella farà tutto meno che rinunciare al proprio fantasista.

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8. Arturo Vidal

Il brutto infortunio muscolare che ha tolto di mezzo Lucas Biglia, privando il regista della Lazio di un'interessante vetrina anche in ottica mercato, ammesso che l'ex Anderlecht non decida di restare a sorpresa in biancoceleste, priva l'intera Copa America Centenario di uno dei migliori metronomi del calcio internazionale, con poche repliche anche in Sud America, dove pure la figura del volante è di casa.


Non resta che affidarsi a chi ha meno geometrie, ma più dinamismo e inserimenti. Un tuttocampista allo stato puro, anzi uno dei migliori su piazza.


Il cileno, che insieme ai compagni cercherà la difficile impresa di bissare il titolo di 12 mesi fa in casa, è reduce da un buon finale di stagione con il Bayern tra campionato e Champions, dopo un avvio difficile anche fuori dal campo.


E dopo la Copa, scatterà il mercato: Ancelotti non vuole perderlo, Conte vuole riaverlo...

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9. Gonzalo Higuain

​Con Suarez a rischio forfait, destinato alla convocazione, ma di certo menomato, non ci sono dubbi sul giocatore cui affidare la maglia numero 9 di questa All stars sudamericana. 


Dal punto di vista tecnico e dei numeri El Pistolero è uno dei pochi capaci di stare davanti al Pipita da record, ma se Suarez si è ormai abituato a segnare e vincere con il Barcellona, la memorabile stagione confezionata da Higuain necessita di una conferma “extra napoletana”, che smentisca anche l’ipotesi che vede Higuain lacunoso nei panni di uomo-squadra.


Da farsi perdonare ci sono i gol sbagliati nella finale Mondiale e il rigore della scorsa Copa in Cile. Se le energie nervose saranno canalizzate nel verso giusto potrebbe arrivare un altro botto.

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10. Lionel Messi

​Fino a quando durerà la maledizione nazionale? Potendo scegliere, la Pulce punterebbe su Russia 2018, ultimo Mondiale da giocare da protagonista, per provare a sfatare la leggenda che lo vuole grande nel grande Barça e piccolo in un’Argentina troppo spesso semplice somma di talenti. 


L’estate 2016 non lo vedrà protagonista all’Olimpiade (ha già dato nel 2012…), ma stella polare nella Copa del Centenario, nonostante la condizione atletica e psicofisica non sembri quella ideale. Ma quando non c’arrivano le gambe, bisogna provarci con il talento e il cuore.

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11. Ever Banega

​Lui invece con il mercato non ha problemi, avendo già effettuato la propria scelta, pur dolorosa. Nel futuro del cervello argentino c’è l’Inter, sfida accettata dopo gli anni del rilancio a Siviglia, seguiti allo “standby” di Valencia. 


Le qualità del giocatore del resto non sono mai state in discussione, al pari della sua duttilità, ora che è sbocciata anche la personalità, che permette all’ex Boca di giocare da protagonista le partite più importanti, è tempo di mettersi alla prova nel “regno della tattica”. 


L’Inter è pronta ad osservare la Copa con curiosità: per verificare, con Biglia in campo, se Ever può convivere con un regista…

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