Aggiungete un posto a tavola, nella corsa scudetto sono almeno in tre. Niente pareggio salomonico nello scontro al vertice della Serie A: l’Inter si sbarazza della Roma grazie al 6° 1-0 stagionale e sorpassa i giallorossi al comando della classifica. 


La squadra di Mancini si riprende quindi la vetta lasciata un mese fa dopo il rovescio interno contro la Fiorentina, visto che al massimo domenica potrà essere raggiunta dai viola e dal Napoli.


Il risultato può apparire severo per la mole di occasioni, più che di gioco, prodotta nella ripresa dall’ex capolista, ma sul piano tattico, dell’intensità e dell’interpretazione generale del match non si può dire che i nerazzurri abbiano rubato qualcosa.


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FC Internazionale Milano v AS Roma - Serie A

Anzi, si può al contrario sostenere a ragion veduta che Mancini abbia vinto la partita a scacchi con Garcia, tradito sì da tutti gli uomini più importanti, da Pjanic, addirittura espulso, a Salah fino a uno Dzeko clamorosamente sostituito nel finale con la squadra in svantagggio, ma anche sconfitto “a tavolino” dal collega nerazzurro, bravo a mettere a nudo i limiti della macchina da gol giallorossa, letale nelle ultime gare, ma solo in situazioni di vantaggio, e a campo aperto. Uno scenario che l’Inter è stata ben attenta a non concedere mai agli ospiti, costretti per tutto il primo tempo a uno sterile possesso palla prima e dopo il gol di Medel, match-winner simbolo dell’umiltà con cui l’Inter ha affrontato la gara, 



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fattore determinante insieme a una solidità difensiva esaltata da un’altra eccellente prova dei due centrali, oltre che da D’Ambrosio e Nagatomo, scelti a sorpresa da Mancini per arginare Salah e Gervinho. Paga quindi l’esclusione di Icardi, forse un pizzico punitiva, ma giustificata dal tipo di partita impostata dal tecnico nerazzurro.


PRIMO TEMPO
​Proprio le scelte sorprendenti di Mancini sulle fasce rappresentano un messaggio molto chiaro mandato alla Roma e alla partita sul tipo di gara che i nerazzurri vorranno impostare. La velocità di D’Ambrosio e Nagatomo è infatti l’arma migliore per bloccare Salah e Gervinho, ma anche per permettere alla difesa di stare discretamente alta, e a tutta la squadra di pressare con efficacia la prima costruzione del gioco della Roma. 


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Così il tema tattico appare subito chiaro: l’Inter cede volentieri il possesso palla ai giallorossi, che trovano però non poche difficoltà nel fare gioco contro un avversario aggressivo e compatto, e puntuale nel pressing alto con i tre centrocampisti. Il resto lo fa l’assenza di De Rossi, con Nainggolan, oltre ai due centrali difensivi, in evidente difficoltà nel fare gioco e costretto a ricorrere a lanci lunghi per le due frecce Gervinho e Salah, ben disinnescate però dagli insuperabili Miranda e Murillo.


Per la Roma è insomma un rompicapo, anche perché, superata la prima pressione, l’Inter difende compatta non lasciando spazi per vie centrali, al punto che l’unica alternativa è cercare il gioco per vie esterne: da qui verranno le uniche due occasioni dei giallorossi, al 15' con Digne perfetto nel crossare per Dzeko, ma Handanovic respinge in tuffo, mentre a destra funziona meglio la catena Maicon-Salah, con l’ex di turno che al 23' entra dentro al campo e mette in mezzo, ma Dzeko è pachidermico nei movimenti e si fa anticipare da D’Ambrosio. 


Dal 20’ quindi l’azione della Roma si inaridisce, e il piano dell’Inter entra in funzione: i nerazzurri si aprono a fisarmonica e trovano agio dal tridente veloce Perisic-Ljajic-Jovetic, che non dà riferimenti e riesce ad attirare nello spazio la lenta difesa romanista. Nasce così il gol di Medel, che scambia con Brozovic e fulmina Szczesny dalla distanza. 


Un colpo da cui la Roma faticherà a riprendersi, perché l’Inter prende campo e fiducia, mentre i giallorossi aumenta il nervosismo e scade ulteriormente di qualità una manovra cui Dzeko partecipa poco o nulla.


SECONDO TEMPO

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La ripresa comincia con una Roma più spigliata e veloce nel possesso palla e l'Inter pronta a colpire di rimessa, ma Mancini perde subito l'acciaccato Medel. Entra Kondogbia, e al momento non è la stessa cosa, e infatti l’Inter abbassa drasticamente il baricentro, non riuscendo il francese a ripetere il lavoro di filtro effettuato dal cileno. 


Si gioca quindi in una sola metà campo, con l’Inter tutta ripiegata e la Roma a manovrare con più qualità e rapidità del primo tempo eppure, e non è un caso, le occasioni da rete per i giallorossi arriveranno in ripartenza, con Salah che riesce a sfuggire per la prima volta a Nagatomo, ma si fa stregare in uscita da Handanovic, o con tiri dalla distanza, come nell’incredibile quadrupla occasione del 20’, quando il portiere sloveno in 5” respinge in tuffo il tiro a giro di Florenzi, poi si rialza salvandosi sul tap in di Salah, sul quasi autogol di Murillo e sul nuovo colpo di testa dell’egiziano. 


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Sembra l’inizio di un assedio, ma non è così, né il cambio iper-offensivo di Garcia, Iago Falque per Florenzi all’insegna del 4-2-4, aiuterà i giallorossi a portare pericoli alla unitissima fase difensiva dell’Inter, che trema solo sulle palle inattive: al 30’ San Siro trattiene il fiato sul terzo tempo di testa di Rudiger da corner di Pjanic, ma la porta di Handanovic pare stregata, e ancor di più lo sarà dopo il delittuoso fallo di mano con cui Pjanic, al 28’, stoppa di mano un pallone a centrocampo: secondo giallo per il Piccolo Principe, rimonta in salita e niente derby. 


Un mini-shock da cui la Roma non riesce a riprendersi, rischiando anzi di incassare il raddoppio con Brozovic. L’Inter finisce con il pallone tra i piedi e una confortante sensazione di solidità. Che spesse volte in Italia fa rima con un’altra parola che comincia con la S…


IL TABELLINO

Inter-Roma 1-0

Marcatori: 31’ Medel

Inter (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio (78’ Ranocchia), Miranda, Murillo, Nagatomo; Guarin, Medel (50’ Kondogbia), Brozovic; Perisic, Ljajic, Jovetic (64’ Palacio). All.: R. Mancini.

Roma (4-3-3): Szczesny; Maicon, Manolas, Rüdiger, Digne; Pjanic, Nainggolan, Florenzi (63’ Iago Falque); Salah, Dzeko (77’ Vainqueur), Gervinho (84’ Iturbe). All.: R. Garcia.

Arbitro: Rocchi (Firenze)

Ammoniti: Pjanic, Handanovic, Brozovic, Ljajic, Digne

Espulso: Pjanic al 73’ per doppia ammonizione