​Con la prima parte di stagione alle spalle è tempo dei primi, seppur parziali, bilanci in casa Juve.

Una metà di stagione iniziata non benissimo, con la sconfitta in Supercoppa contro la Lazio prima e il brusco stop al Camp Nou poi, ma progressivamente andata via via migliorando, grazie anche al passaggio al 4-3-2-1 prima e 4-3-3 poi, con l'esplosione di Benatia e Matuidi veri e propri equilibratori dei propri reparti.



L'inizio di stagione complicato, nonostante l'esplosione di Dybala.


Malgrado il rendimento extraterrestre di Paulo Dybala (12 gol nelle prime 11 partite), la Juventus perde per 3-2 nella Supercoppa Italiana, consegnando alla Lazio di Inzaghi il primo trofeo stagionale e viene sconfitta dal Barcellona con un netto 3-0 al Camp Nou (un risultato che non pregiudicherà la qualificazione agli ottavi ma che comunque metterà in luce la debolezza difensiva degli uomini di Allegri).
​Con 23 reti subite nelle prime 18 partite stagionali il problema della tenuta difensiva sembra essere concreto ma viene brillantemente risolto da Allegri grazie al cambio di modulo.

Il passaggio al centrocampo a 3 con Matuidi equilibratore e Pjanic regista basso è una mossa vincente e anche la consacrazione di Benatia nella linea a 4 difensiva aiuta e non poco nella costruzione della solidità difensiva.


Il fortino difensivo e lo spirito Juve


Una sola rete subita nelle ultime 11 gare.
​Questo lo score difensivo impressionante dei bianconeri capaci di fermare il Barcellona e di battere Napoli e Roma senza incassare alcun gol.

Un rendimento di altissimo livello, che ha fruttato la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia (dove la Juve ha dimostrato di saper vincere anche schierando le cosiddette "riserve") e la qualificazione in Champions League.

Uno sguardo al futuro: dal possibile sorpasso al Napoli al cammino europeo


La vittoria al San Paolo ha dimostrato che è ancora la Juventus la squadra da battere.

Il solo punto di vantaggio dei partenopei lascia apertissima la corsa al tricolore ed il fatto che la compagine di Allegri debba ancora giocare la gara di ritorno allo Stadium  non lascia di certo tranquilli gli azzurri di Sarri.

Già il prossimo turno (con il Napoli impegnato sul campo dell' Atalanta e la Juve in casa contro il Genoa) potrebbe essere quello del sorpasso.

Ma gli impegni futuri della Juve non si esauriscono di certo al campionato.

Proprio nelle coppe i bianconeri sono chiamati a fornire la prova di forza decisiva superando nel doppio confronto l'Atalanta in ambito nazionale e il Tottenham in ambito internazionale.

Due impegni non facili ma alla portata della Juventus, alla ricerca dello storico triplete.


I top di questa prima parte di stagione: Matuidi, Benatia e Allegri.


Come già citato in precedenza sia il francese che il marocchino sono stati determinanti nell'invertire la tendenza negativa di inizio stagione.

L'addio di Bonucci è stato metabolizzato dalla presenza al centro della difesa di Benatia che, grazie anche ad una condizione fisica ritrovata sembra tornato quello dei tempi migliori.
​Importante è anche il suo impatto offensivo con due reti segnate, una delle quali decisiva ai fini del risultato.

Allegri è senz'ombra di dubbio l'artefice di questo cambiamento.
​La sua predisposizione a cambiare modulo gli ha consentito di valorizzare il parco giocatori.

Anche Douglas Costa e Bernardeschi si sono integrati al meglio e stanno diventando delle vere e proprie armi in più nello scacchiere tattico di Allegri.

È proprio nella gestione che il tecnico livornese si dimostra numero uno, il caso Dybala ne è la dimostrazione lampante: nella Juve chi non è al 100% non gioca a costo di saltare sfide importanti come Inter e Roma.


I flop di questa prima parte di stagione: Rugani e Alex Sandro


Dopo la partenza di Bonucci in molti avrebbero scommesso sulla stagione della consacrazione per Rugani.

L'Italiano però non sembra ancora pronto a prendere la titolarità della Juventus ed è finito presto con l'essere relegato in panchina a discapito dell'esperto Benatia.

Anche Alex Sandro sembra in regressione rispetto la scorsa stagione e le ​insistenti voci di trasferimento al Chelsea non lo aiutano di certo.