Daniele Rugani, difensore dell'Empoli, si racconta al Corriere della Sera: "Penso che l'Empoli sia un bell'esempio da seguire - dice il ragazzo riguardo la sua squadra -: siamo tanti italiani, giovani, molti vengono dal vivaio. Stiamo dimostrando che non siamo così male come ci vogliono far credere e possiamo essere d'esempio ad altre squadre. 


Di tanti stranieri se ne può fare a meno, siamo bravi anche noi e spero che questa tendenza si possa invertire. La crisi tecnica? Io ho sempre avuto maestri preparati: forse a volte sono i ragazzi ad avere poca voglia di migliorarsi. O magari si sentono arrivati: la presunzione è devastante".


Senza dubbio, Rugani dimostra una grandissima personalità in campo. Infatti, dice: "Mi sento più maturo rispetto alla mia età, è vero. È anche una questione dell'ambiente in cui cresci, dell'educazione che ricevi e delle persone che hai la fortuna di incontrare. Ma sono così solo nel lavoro. Fuori dal campo mi piace divertirmi come tutti, ma so che se voglio restare a questi livelli non posso sgarrare, perché il talento è importante ma l'applicazione e il fuoco dentro sono fondamentali per realizzare i sogni che ho fin da bambino: la Champions, la Nazionale, i Mondiali. Certo, quando invito gli amici a casa mia mi prendono in giro: niente merendine, niente Nutella, nessuna pastasciutta 'normale'...".


Parlando della Juve, infine, Rugani precisa: "Non ho la presunzione di volerci restare per forza. Io voglio solo crescere ancora. E allenarsi con Bonucci, Chiellini, Barzagli è stato già molto utile. Come trovare Sarri: lo ringrazio, perché non era facile fidarsi un ventenne, ma lui è bravissimo a valorizzare i giovani. Ora penso solo alla salvezza dell'Empoli, perché la A vogliamo tenercela stretta. Domenica contro il Milan per molti di noi sarà la prima partita a San Siro. 


Loro hanno quasi le spalle al muro e devono vincere. Noi però ce la giochiamo dovunque. Poi ci sarà l'Europeo Under 21: siamo una buona generazione, ma dobbiamo confermare le aspettative e le pressioni. Ed è questa la parte più difficile".